Musica risorgimentale polacca

 

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Studio n. 12 in Do minore op. 10 (1833)

Abbiamo scelto questo studio di Chopin quale esempio del profondo amore che il compositore polacco nutriva per la sua patria non per la sua eccezionale bellezza (è splendido, naturalmente, ma tanti altri non lo sono da meno) ma per un titolo e una storia.

Il titolo Il Rivoluzionario o Lo studio della rivoluzione, gli viene da Liszt e la storia narra che lo studio nacque di getto, come improvvisazione, a Stoccarda, nel momento in cui Chopin venne a sapere che i russi avevano stroncato l’insurrezione dei polacchi e occupato Varsavia.

In verità lo studio non ha in sé nulla di rivoluzionario, ma è un’esplosione di sentimenti, una violenta e drammatica protesta morale, di potente espressione più epica che tragica, la confessione, anche straziante, di un cataclisma spirituale che parte dall’esaltazione e che nel giro di ottantaquattro misure appena passa, attraverso la passione e la disperazione, alla speranza della resurrezione.

Ancora riguardo alla sua patria il compositore in una lettera del 1848 dirà ”Il moscovita avrà del buon filo da torcere quando dovrà marciare contro il prussiano(…) Dovranno necessariamente accadere cose terribili, ma alla fine vi sarà una Polonia gloriosa e grande, in una parola la Polonia  

 

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