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ITALIA e POLONIA |
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Il Congresso di Vienna Il
Congresso di Vienna si tenne nella capitale austriaca tra l’ottobre
1814 e il giugno 1815 allo scopo di ripristinare l'assetto territoriale
degli stati europei e restaurare la legittimità dei sovrani al termine
delle guerre napoleoniche. Vi parteciparono rappresentanti di tutti gli stati europei, con l'eccezione dell'impero ottomano. Tra i sovrani ebbe un ruolo preminente lo zar Alessandro I, che si fece promotore di cause impopolari come l'istituzione di una Polonia autonoma e l'unificazione degli stati tedeschi. Per
assicurare la pace in Europa, il congresso di Vienna pose le basi per
uno stabile equilibrio tra gli stati, arginando, e poi mantenendo sotto
controllo, la potenza francese. I
confini della Francia tornarono a essere quelli del 1792. Il Regno di Sardegna, tornato ai Savoia, riottenne Nizza e la Savoia e inglobò l'ex Repubblica di Genova. L'impero asburgico compensò la perdita dei Paesi Bassi con l'acquisizione della Repubblica di Venezia (e i suoi possedimenti sull'Adriatico), che insieme alla Lombardia andò a formare il Regno Lombardo-Veneto, posto sotto il governo di un viceré austriaco. In
Italia, oltre al Lombardo-Veneto, l'Austria ottenne anche il controllo
indiretto del Ducato di Parma, del Granducato di Toscana e del Ducato di
Modena e Reggio. Il Regno di Napoli tornò a Ferdinando IV di Borbone e
nel 1817, con l'acquisizione della Sicilia, andò a formare il Regno
delle Due Sicilie; lo Stato Pontificio fu restituito a papa Pio VII. Lo zar riuscì ad avere il pieno controllo del restaurato regno di Polonia, per controbilanciare l'espansione russa verso ovest.
L'Italia e la Polonia oggi.
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